San Donà di Piave

Venezia

San Donà, con i suoi 42mila abitanti, è la città più grande lungo il corso del Fiume Sacro alla Patria: il Piave. Probabilmente unico fiume al mondo a collegare due territori riconosciuti come Patrimoni dell’Umanità dall’Unesco: le Dolomiti e Venezia con la sua Laguna. San Donà sorge su terra di bonifica, dove c’erano paludi e malaria, tanto da meritarsi all’inizio del Novecento l’appellativo di “Olanda d’Italia” per l’opera di trasformazione del territorio che nel 1922 la rese anche sede di un congresso divenuto pietra miliare della storia della bonifica nazionale. Viene distrutta, esattamente cento anni fa, nella catastrofe della Grande Guerra.

È città due volte martire, colpita di nuovo nel secondo conflitto mondiale. Rinasce da protagonista del miracolo economico del Nordest che la porta ad essere il principale centro di quella fascia di Veneto che tende verso il Friuli. Situata nella Pianura Veneto-Friulana, lungo la riva sinistra del fiume Piave, San Donà fu teatro di aspri scontri nel corso della prima guerra mondiale. È il capoluogo storico del Basso Piave, territorio che insieme ad alcuni comuni e all’area del Portogruarese costituisce la Venezia Orientale.

Il territorio di San Donà di Piave, esteso per 78,73 km², sorge nella bassa pianura veneta, a nord della Laguna Veneta.

In origine, lo stesso territorio si adagiava alla sponda di sinistra idrografica del fiume alpino, ma la diversione del corso fluviale attuata dai Veneziani sul finire del XVII° secolo, mediante l’escavazione di un nuovo alveo, ha di fatto tagliato in due l’area. Attualmente essa risulta pertanto divisa in due distinti settori, separati dall’alveo relativo al nuovo corso del Piave.

Ora la rinascita e il ripensamento dello sviluppo, puntando allo sviluppo e al contemporaneo con una visione a lungo termine. Peraltro tenendo conto di una felice controtendenza, soprattutto nell’ultimo quinquennio, rispetto ai trend nazionali. Alla base la vivacità demografica di una città che continua a crescere per numero di abitanti.

La rigenerazione urbana a San Donà guarda all’innovazione anche attraverso il Piano delle Opportunità Sociali, come sviluppo della comunità e della coesione sociale, attraverso nuovi modelli di servizi alla popolazione e la riconversione delle risorse locali per un più stretto rapporto tra welfare e sviluppo locale.

La città guarda all’Europa come opportunità, da cui l’adesione a due importanti progetti europei finanziati quali: “We Gov Now!” (Horizon 2020), con Torino e Londra, per uso di piattaforme tecnologiche ICT con lo scopo di riorganizzare i servizi pubblici in tema di welfare locale e “Urbact-City Centre Doctor” dove San Donà è leader di una rete di 11 città europee per la promozione dello sviluppo sostenibile anche con la partecipazione di numerosi attori urbani.

Sviluppo e rigenerazione urbana sono inoltre le azioni per la partecipazione, attraverso la realizzazione del regolamento per la cura dei beni comuni. Mostrando anche attenzione all’ambiente e alla qualità della vita in una città in cui anche il paesaggio diventa valore. Ciò si è tradotto in politiche di consumo di suolo zero, con restituzione alla campagna di 60 ettari in origine edificabili. Politiche che hanno attivato orti urbani, all’interno delle scuole, “Pedibus” mediante la collaborazione con gli istituti comprensivi cittadini e delle famiglie, pedonalizzazione per vivere la città con il tempo lento delle relazioni, attenzione alla mobilità sostenibile sul fiume e su strada. Tanto che San Donà è qualificato “Comune ciclabile” da FIAB Nazionale, oltre che ad essere inserito nella ciclabile europea Monaco-Venezia, “Ciclovia dell’Amicizia” per intercettare almeno parte dell’enorme potenziale del cicloturismo nordico.

Per ulteriori informazioni si veda il sito ufficiale del Comune:

http://www.sandonadipiave.net/